A Milano Music Show 2018 con i laboratori musicali di Yamaha: intervista alla responsabile didattica Roberta Ferrari

Tastiere

In occasione di Milano Music Show 2018, dove Yamaha sarà presente anche con il settore Educational e proporrà diversi laboratori musicali coordinati dagli specialisti del sistema didattico Yamaha, Gianni Rojatti, direttore artistico e coordinatore della didattica del Gruppo Accordo, ha intervistato la nostra Roberta Ferrari.

Leggendo la presentazione dei corsi di musica Yamaha ho letto una frase che mi ha molto colpito: “Educazione e pratica musicale devono essere una componente fondamentale di una società moderna”. Possiamo approfondirla?
Certo! Possiamo dire che per noi di Yamaha questa è la vera mission. Personalmente credo che la musica dovrebbe fare parte della vita e del percorso educativo di ogni persona. Dovrebbe essere inserita nei programmi ministeriali di tutte le scuole ed avere pari dignità rispetto alla matematica, all’italiano, alla storia.
Noi che lavoriamo in questo campo tocchiamo con mano ogni momento tutti i benefici che nascono dal fare musica, dal ricevere un’educazione musicale completa, corretta e costante. Si sviluppano capacità che vanno del tutto al di là della musica: come la capacità di concentrazione, il senso di disciplina, si sviluppa l’intelligenza, il pensiero logico matematico, il senso estetico, solo per accennarne alcuni; per non parlare poi dei benefici che derivano dal fare musica insieme: si impara ad “accordarsi”, ad ascoltarsi, a riconoscere il proprio ruolo e la propria responsabilità all’interno di un gruppo, si impara a fare squadra, ad essere tesi tutti al raggiungimento dello stesso obiettivo.
Si impara a rispettarsi! Ma vogliamo parlare dell’importanza dello sviluppo dell’orecchio? Basti pensare a quanto, avere un orecchio sviluppato, possa facilitare un bambino nell’apprendimento di una lingua straniera o di una poesia a memoria (fatta di versi, rime, suoni, ritmo…). Insomma: fare musica bene, con costanza, con metodo, oltre ad arricchire la vita di un’arte meravigliosa, dona davvero una marcia in più ad ogni bambino!

Un’altra cosa interessante della vostra filosofia didattica è l’obiettivo di stimolare e favorire lo sviluppo delle attitudini musicali con le quali ognuno di noi nasce. Questo è suggestivo in primo luogo perché incoraggia ciascuno a pensare che è nato con le qualità e i mezzi per fare musica. Ma, in secondo luogo, lascia pensare che il vostro percorso didattico aiuti anche un musicista a capire, orientarsi verso qual è lo strumento, il genere, il ruolo musicale verso il quale è maggiormente portato.
Questo è la filosofia su cui si basa il nostro mondo didattico: siamo davvero convinti (ormai anche le neuroscienze lo dimostrano con certezza) che le abilità musicali siano innati in ognuno di noi e che vadano solamente coltivate e sviluppate al momento giusto, con metodi, materiali, strategie pedagogiche adeguate alle diverse fasce d’età, da persone formate e competenti. Noi di Yamaha siamo convinti che potenzialmente non esistano persone “stonate”, ma che esistano persone che non sanno cantare, suonare o semplicemente andare a tempo semplicemente perché non hanno avuto l’opportunità di educare e sviluppare le proprie innate capacità nell’età giusta e con il giusto metodo. E per collegarmi al secondo punto della sua domanda la risposta è SI! Avviciniamo più persone possibili alla musica e poi, ognuno di loro, sarà in grado di scegliere il suo genere, il suo strumento, la “SUA” musica!

bambina alla tastiera

Un elemento centrale, missione autentica del didatta e al quale voi date un grande risalto è: “Far Nascere l’amore per la musica” …
Ci sarebbe da dire…come si fa a non amare la musica?!?!?! In realtà molti cosiddetti didatti ci riescono perfettamente: riescono a fare allontanare le persone, quasi a fare odiare la musica talvolta. Questo avviene perché spesso ci si improvvisa “didatti”; si pensa che per insegnare musica ad un bimbo sia sufficiente avere studiato il proprio strumento, avere delle competenze musicali o avere un diploma. In realtà l’insegnamento è ben altro. È quasi un’arte, dal mio punto di vista: necessita certamente di competenze musicali, ma necessita di molto altro: competenze pedagogiche, sensibilità, capacità di comunicazione, che deve essere diversa nelle varie fasce di età, metodo, materiali, programmazione, strategie, apertura mentale, generosità…potrei continuare all’infinito.

Vorrei insistere sul fatto che un bravo musicista non necessariamente è un didatta capace. E – ancora di più – sul fatto che un didatta con una grande esperienza con adolescenti e adulti, non può improvvisarsi un insegnante per bambini. Ogni cosa necessita competenze, metodologie e approcci differenti e mirati…
Esattamente. Yamaha ha un sistema di selezione e formazione degli insegnanti rigorosissimo ed unificato a livello europeo. Ogni seminario viene tenuto da uno specialista che, oltre a presentare gli aspetti metodologici, presenta il materiale didattico specifico per quella specifica fascia d’età. Ma non solo: i nostri seminari didattici sono estremamente approfonditi dal punto di vista pedagogico: si parla moltissimo delle caratteristiche psico-fisiche e cognitive delle persone alle quali rivolgiamo la nostra educazione musicale. I nostri seminari sono un luogo in cui si fa pratica, si studia, ci si confronta e si cresce.

Ho visto che nel vostro “Yamaha Education System” il programma didattico dedicato ai bambini, la creatività investe un ruolo protagonista…
Possiamo con certezza dire che lo sviluppo della creatività è il nostro fiore all’occhiello. Il percorso didattico che proponiamo, partendo dai tre anni di età, porta i bambini non solo a suonare musica composta da altri, ma a comporre e suonare la PROPRIA musica. Organizziamo annualmente degli speciali concerti che si chiamano JUNIOR ORIGINAL CONCERT, in cui i bambini suonano le proprie composizioni!

Come si articoleranno i laboratori per bambini che presenterete a Milano Music Show 2018? Quali sono i requisiti per prendervi parte?
All’interno del Palazzo del Ghiaccio, a Milano Music Show 2018, verrà allestito un laboratorio con 10 tastiere più una professionale e un impianto audio. I gruppi di partecipanti saranno gestiti con la massima attenzione possibile: bambini e ragazzi avranno la possibilità di avere 45/50 minuti di tempo per imparare a suonare immediatamente! Caratteristica dei nostri corsi è proprio quella che, attraverso un metodo che ha oltre 60 anni di vita, costantemente aggiornato e perfezionato, i bambini riescono a suonare subito; ma non solo a suonare: il nostro approccio didattico è globale, integrato e completo, quindi si faranno un sacco di attività diverse. A guidare i ragazzi ci saranno due nostri Key Teacher: sabato ci sarà il M° Aleksander Zielinski e domenica il M° Paolo Caserta.

strumento tastiera per laboratori

Nei vostri laboratori partecipano bambini anche di tre anni ai quali affidate già una tastiera! Come lo avete individuato come strumento più consono?
Per ottenere gli obiettivi che Yamaha si propone, la tastiera elettronica è certamente la più indicata: ha tasti ben riconoscibili (non vanno immaginati come per esempio su un violino), ha tasti morbidi (adatti anche a mani piccolissime); ha un’intonazione costante, ha la possibilità di sperimentare, anche se in modo virtuale, i diversi suoni dell’orchestra; è l’unico strumento che consente di toccare con mano, fin dall’inizio e con facilità, melodia ed armonia, contemporaneamente. Una serie di vantaggi che ci hanno convinti che questo sia lo strumento più adatto per fare musica in modo completo.

In caso di bambini così piccoli prevedete la presenza di genitori?
Certamente si! Anzi, è obbligatoria! Per una serie di ragione sulle quali non mi dilungo, ma anche e soprattutto perché la musica è una cosa meravigliosa e va condivisa, portata e vissuta, prima di tutto in famiglia!

Vi è venuta voglia di passare a trovarci al Milano Music Show 2018? Trovate tutte le informazioni per iscrivervi qui.