Prima e dopo internet: come è cambiato il modo di ascoltare la musica

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Musica e Internet

Faccio parte di quella generazione che ha vissuto l’avvento improvviso e rivoluzionario di internet, con tutto ciò che ha comportato, sia positivamente che negativamente.

Ripenso con un po’ di nostalgia (pochina pochina) a quel particolare suono metallico che proveniva dal

Vi ricordate che noia aspettare che si caricassero i siti, non potendo neanche utilizzare il telefono fisso nel mentre? Sembra preistoria, eppure era il 1997, poco più di 20 anni fa, e io ero un’adolescente.

L’arrivo di internet ha introdotto un nuovo modo, tra le altre cose, di condividere musica, più o meno legalmente.

Cosa è cambiato da allora? Tutto.

Se parliamo di musica e internet, non possiamo certamente non pensare a canali come per esempio Youtube o Spotify che permettono una facilissima e immediata fruizione di musica a 360° e che addirittura ci consigliano cosa ascoltare subito dopo, in base alle similarità di genere, di gusto, di periodo storico…insomma, siamo in qualche modo guidati e consigliati dalla rete.

Bellissimo, comodissimo…ma anche poco stimolante forse.

Ascoltare musica da queste piattaforme digitali permette di avere a disposizione una quantità infinita di musica, ma sono certa che per le nuove generazioni è molto più facile ascoltare un brano e skippare immediatamente al successivo, nel caso non piaccia subito, al primo ascolto.

Quando ero una ragazzina mettevo da parte qualche soldino per potermi comprare il CD o la musicassetta (sì, la musicassetta…!) di un gruppo che mi piaceva o di cui avevo visto il video del nuovo singolo su MTV (c’è qualcuno che li guarda ancora i video??) Questo avveniva ovviamente a scatola chiusa, perché non c’era ancora la possibilità di ascoltare in anteprima il disco, se non in qualche megastore di dischi di qualche grande città.

Mi ricordo la sensazione di eccitazione che provavo nel momento esatto in cui scartavo il disco e lo mettevo nello stereo: tutto era possibile, le mie orecchie affamate, il cervello pronto ad assorbire e rielaborare.

Non sempre, però, il primo ascolto era come me lo sarei aspettata: ricordo volte in cui rimasi perplessa, un po’ delusa, con un enorme punto interrogativo sospeso sopra la testa. Quell’album proprio non l’avevo capito, non mi era arrivato nulla, nessuna grande emozione: e ora? Cosa avrei fatto? Avevo messo da parte dei risparmi per acquistare un disco che al primo ascolto non mi aveva smosso mezza emozione. Un vero peccato in effetti. E allora ecco cosa facevo: lo riascoltavo non una, non due, non tre, ma anche quattro volte!

E sapete perché? Innanzitutto perché non potendo “skippare” all’album successivo ero costretta a dare una possibilità in più a quell’artista o album (dopotutto, avevo speso i miei risparmi!) ma soprattutto per un altro motivo. Perché sono stata fortunata: ho studiato musica e ho avuto insegnanti davvero bravi, preparati e stimolanti, che mi hanno sempre spronata ad un ascolto attento e critico, verso qualsiasi tipo di musica. Uno dei miei insegnanti, in particolare, ci guidava all’ascolto di brani di ogni genere musicale: dalla classica, al blues, dal rock al jazz. Un ascolto attento e approfondito per poter sviluppare in noi allievi una nostra criticità, che mi ha permesso in seguito di apprezzare e di capire musica ad un primo ascolto rivelatasi non particolarmente entusiasmante. Con ogni probabilità, l’avrebbe fatto anche col rap o addirittura con la trap, ne sono certa!

Vi assicuro che verso molti di quelli che ora sono i miei dischi preferiti non è stato amore al primo ascolto!

L’educazione all’ascolto

L’importanza dell’ascolto è fondamentale come lo è, a mio parere, la preziosa guida di qualcuno che la musica la conosce bene ma che soprattutto la sa far apprezzare.

Gli insegnanti del network di scuole Yamaha sono docenti preparati e ottimi musicisti in continuo aggiornamento: grazie alla formazione di qualità Yamaha apprendono gli aspetti relativi all’insegnamento di una didattica completa ed innovativa, sotto la guida di istruttori professionali e specializzati. Insomma, persone con tanta passione e davvero molto preparati, che sapranno guidare gli allievi, grandi e piccini, verso la gioia di ascoltare e fare musica.

Il sistema didattico Yamaha offre una grande varietà di corsi, come per esempio Yamaha Baby Music, dedicato ai bambini a partire dai 18 mesi d’età, oppure il corso Music Wonderland, dedicato ai bambini a partire dai 3 anni e che si sviluppa sulla tastiera, fino a corsi di strumento adatti a persone di tutte le età: sono corsi di musica “completi”.

Durante le lezioni (per esempio di chitarra elettrica o classica, di canto, o di tutti gli altri strumenti), si dà ampio spazio non soltanto alle tecniche legate al singolo strumento, ma anche alla musica d’insieme, allo sviluppo dell’orecchio melodico e armonico, alle basi dell’arrangiamento e della composizione, alla lettura e così via. Questo è un aspetto davvero unico di questi corsi! Provare per credere!

Nelle scuole Yamaha a settembre sono previste le “Giornate Porte Aperte”: ne parleremo a brevissimo! Chiunque può partecipare e fare una lezione gratuita con gli insegnanti Yamaha (è una bellissima esperienza, fidatevi!).

Insomma, sviluppare l’orecchio è importante per tantissime cose: aiuta certamente nell’apprendimento delle lingue, aiuta la memoria, la concentrazione, a esprimere se stessi…e perché no: a distinguere ciò che di bello c’è in ogni tipo di musica…anche nella trap!

Chi sono – Ilenia Soprano: Ciao, mi chiamo Ilenia Soprano e faccio parte della divisione Educational di Yamaha Music Europe branch Italy. Ho studiato pianoforte e, nomen omen, canto da quando sono piccola. La musica è il grande amore della mia vita.

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