Studiare uno strumento: come ottenere performance migliori

strumenti a fiato

Il giusto tipo di studio non è una questione di ore. Studiare dovrebbe rappresentare la massima concentrazione del cervello. È meglio suonare con concentrazione per due ore piuttosto che otto senza. Devo dire che quattro ore sono sufficienti. Non chiedo mai di più ai miei allievi, ma durante ogni minuto il cervello essere attivo quanto le dita.

Leopold Auer

Studiare: Perché lo facciamo?

Quante persone conosci che amano studiare, che si svegliano ogni mattina non vedendo l’ora di vivere una divertente giornata di scale, studi, passi, e concerti nella loro sala prove senza finestre? Scommetto non molti.

Allora perché si studia? Qual è lo scopo?

Studiamo per ottenere due cose:

  1. per suonare meglio il nostro strumento. Per sviluppare la nostra conoscenza, competenza e capacità, che ci permette di suonare ad un livello sempre più alto e più sofisticato.
  2. per ottenere migliori performance (pubbliche) sul nostro strumento. Per migliorare la nostra capacità di dimostrare pienamente il nostro talento al momento giusto. Dopo tutto, l’abilità e miglioramento sono irrilevanti, se avvengono solo in sala prove.

Dobbiamo quindi ottenere di più in meno tempo, in modo da poter evitare di star rinchiusi in sala prove per tutto il giorno, cercando di suonare esattamente come ieri, l’altro ieri, il giorno prima.

Come fare? Ecco qui dei semplici consigli per studiare con efficacia:

  • Scopri quante ore di studio giornaliero sono ottimali (godendoti il resto della giornata libera senza sensi di colpa).
  • Analizza la differenza tra studio produttivo ed improduttivo (utilizzando il tuo prezioso tempo sempre meglio).
  • Utilizza una strategia per organizzare il tempo (evitando cioè che la prima pagina suoni 10 volte meglio rispetto al resto del pezzo).
  • Accelera il tuo processo di apprendimento, grazie a due modelli di studio.

 

Due modelli di studio

 

STUDIO “AUTOMATICO”: facile, ma costoso

Quando è stata l’ultima volta che ti sei registrato valutando l’utilizzo del tuo tempo? Se sei in una scuola di musica o un conservatorio, fai una passeggiata di 10 minuti e spia i tuoi colleghi. Come studiano?

Noterai che la maggior parte della gente studia con “il pilota automatico”. È molto comune sentire qualcuno suonare un brano fino a quando non sente qualcosa che non gli piace, a quel punto si ferma, ripete il passaggio fino a quando non suona meglio, e riprende l’esecuzione fino a quando non sente un’altra cosa sbagliata, e così via. Se interrogato sul perché si sia fermato, la risposta sarà “Era stonato” o “Non mi è venuto molto bene “, ma incalzando sui particolari, come ad esempio quali note fossero stonate, in che direzione, e di quanto, le risposte latitano. Si tratta di sicuro di studio senza pensiero. 

Studiare senza cervello porta con sé alcuni problemi:

  • È uno spreco di tempo

Si impara molto poco studiando in questo modo. Un brano viene ripetuto più e più volte, per giorni e settimane non avvertendo grandi miglioramenti. In realtà con questo tipo di studio ci si infila in una buca sempre più profonda, rafforzando cattive abitudini molto difficili da eliminare e correggere in futuro.

  • Distrugge la fiducia in se stessi

Quando si studia senza pensare, non si identifica consapevolmente la sottilissima combinazione di ingredienti che serve per suonare nel modo desiderato. Non si riesce a capire perché a volte un passaggio suoni alla grande, a volte da schifo. Questo ha conseguenze sui nervi prima di un appuntamento importante. La fiducia sul palcoscenico si basa sul sapere di essere in grado di eseguire un passaggio 5 volte su 5, con la consapevolezza che non sia semplicemente frutto di una buona giornata, ma che in realtà lo può eseguire ogni volta, perché si conosce esattamente ciò che deve accadere da un punto di vista tecnico per eseguirlo bene “alla prima”.

  • È noioso

Studiare senza pensare, muoversi senza pensiero o creatività diventa “routine”. È divertente quanto lavare i piatti o stirare. Questo è il motivo per cui si percepisce come un lavoro.

Perché non trovare un’alternativa?!

STUDIO CONSAPEVOLE: il segreto dei grandi esecutori

Lo studio consapevole, d’altra parte, ha uno scopo, individua i problemi, è orientato sulle possibili soluzioni. Contrariamente alla modalità tentativo/errore, è un processo attivo e riflessivo di sperimentazione con ipotesi ed obiettivi specifici. Si tratta di prendersi il tempo per fermarsi, analizzare cosa è andato storto e perché è successo, trovando poi il modo di correggere l’errore in modo permanente.

Una volta, il violinista Paul Kantor disse una volta che la sala prove dovrebbe essere come un laboratorio, in cui si può liberamente sperimentare idee diverse, sia musicali che tecniche, per vedere quale combinazione di ingredienti produca il risultato desiderato.

Questo è il tipo di pratica usato dai maggiori performer, nella musica, nello sport, e nel lavoro.

Il Dr. K. Anders Ericsson, un’autorità mondiale per l’acquisizione di competenze e prestazioni “professionali”, ha scoperto che ci vogliono almeno 10 anni o 10.000 ore di studio consapevole per ottenere un livello professionale in qualsiasi campo – e nel caso di musicisti, fino a 15-25 anni per raggiungere un livello di classe mondiale.

È facile farsi impressionare dai grandi numeri, ma la vera chiave non è la quantità di studio necessario, ma il tipo di studio necessario per raggiungere un livello di élite. Studiare in ogni altro modo semplicemente non porta a nulla.

 

Cosa significa studiare in modo consapevole?

 

studiare tromba

Diciamo che stai lavorando su un brano, cercando di far suonare la prima nota esattamente come “suona” nella tua testa. Ti registri, e poi ti riascolti.

La prima nota era crescente? Calante? Troppo forte? Troppo piano? Troppo dura? Troppo breve? Troppo lunga?

Beh, la nota era forte, non aveva abbastanza “attacco” e non è stata sostenuta con intensità sufficiente. Quanto crescente? Un po’? Un sacco? Quanto lunga deve essere? Quanto attacco vuoi in più?

Ok, la nota era un po’ troppo forte, un po’ troppo corta e abbastanza “anemica”, e necessita di un’articolazione più chiara per essere coerente con la dinamica e lo stile riportati in partitura. Cosa ha causato l’intonazione crescente? Cosa devi cambiare per assicurarti che la nota sia perfettamente intonata la prossima volta? Come fai a garantire che la lunghezza sarà proprio come la vuoi, e come fai ad ottenere un’articolazione sempre pulita e chiara per iniziare la nota col giusto carattere?

Ora, immagina di modificare un paio di cose, registrare questo tentativo, e riascoltare la registrazione. La nuova combinazione di ingredienti è più efficace per trasmettere l’umore o il carattere che si desidera comunicare a chi ascolta? In caso affermativo, appuntati gli ingredienti chiave (per renderli più facili da ricordare in futuro), e poi cerca di capire cosa deve accadere per poter produrre questo risultato ogni volta.

Ti senti sopraffatto? Tutto ciò è un po’ più intenso di una tua tipica sessione di studio? Va bene. Non appena prenderai l’abitudine di studiare in questo modo e noterai quanto più interessante e gratificante sia, ne sarai entusiasta.

Inoltre, questo ti aiuterà a studiare per meno tempo ottenendo risultati molto positivi. Infatti, gli studi sull’acquisizione di nuove capacità suggerisce che vi è poco beneficio nello studio protratto per più di 4 ore al giorno, e che i miglioramenti cominciano a calare dopo la seconda ora.

Non sorprende che alcuni “grandi” della storia della musica abbiano dichiarato cose molto simili a quello che la ricerca suggerisce. Eugène Ysaÿe, per esempio, consigliava 3 ore di studio al giorno, e Leopold Auer massimo 4. Si dice che Heifetz si prendesse la domenica libera, e che violinista Donald Weilerstein consigliasse di prendere un mini break di 24 ore dal proprio strumento ogni settimana. Itzhak Perlman suggerisce massimo cinque sessioni da 50 minuti.

Cosa c’è di sbagliato in un maggiore studio? Niente, se la produttività rimane elevata. Si può certamente suonare o provare molto di più di 4 ore al giorno, ma essere in grado di migliorare e sostenere il livello di attenzione necessario per lo studio consapevole è un’altra storia. Se siete pienamente impegnati nello studio consapevole vi sentirete abbastanza spossati sia mentalmente che fisicamente per sostenere un adeguato livello di attenzione per più di 4 ore.

Inoltre, questa è una maratona, non uno sprint. Come le persone perdono peso più efficacemente adottando un diverso stile di vita piuttosto affidandosi ad una dieta drastica, allo stesso modo è meglio avere un regime di studio sostenibile, giorno dopo giorno. Cerchiamo quindi di metterci al lavoro.

Ma prima, una precauzione. Resisti alla tentazione di trasformare radicalmente le tue abitudini in maniera improvvisa. Non rimarrebbe più nulla nel serbatoio per il giorno successivo. Anche in questo caso, punta a cambiamenti sostenibili e costanti nel tempo.

Ultimo consiglio: investi in un blocco per gli appunti. Un quaderno e una penna, in modo da poter avere un supporto dedicato a raccogliere i tuoi pensieri, osservazioni e note scoperte in sala prove.

Tutto pronto? E allora…diamo il via alla musica!

 

Chi Sono – Marco Pierobon Trombettista e Yamaha Artist, mi sono avvicinato alla musica all’età di otto anni, sono entrato nella banda musicale del mio paese e da allora la musica è diventata la mia vita. Sono stato Prima Tromba delle Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino (1999-2002 con Zubin Mehta) e dell’Accademia di S. Cecilia (2003-2008 con Antonio Pappano), ed ho collaborato con lo stesso ruolo con la Chicago Symphony Orchestra (Daniel Barenboim) e l’Orchestra Filarmonica della Scala. Dal 2007 sono titolare della cattedra di Tromba presso il Conservatorio di Bolzano.

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