Simone Pioneri, un ritratto tra musica e vita

Pianoforti Tastiere
Simone Pionieri, artista, maestro e compositore - Yamaha Music Club

Artista, maestro, compositore. Simone Pionieri è senza dubbio un nome di altissimo livello nel panorama della musica da camera e non solo. La sua carriera lo ha portato a collaborare con nomi del calibro di Gustav Kuhn e ad essere pianista collaboratore della prestigiosa Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Oggi, Simone Pionieri, ci racconta del suo amore per la musica e per il pianoforte, da anni suo compagno di vita. Chi è Simone Pionieri? Mi ritengo una persona in continua ricerca. In queste continue ricerche la musica è certamente fonte di ispirazione e riflessione. Cosa ti ha avvicinato alla musica? I miei genitori hanno contribuito fortemente regalandomi la possibilità di scoprire la musica sin da piccolissimo. Mi raccontano spesso della mia precoce curiosità verso tutto ciò che produceva suoni e ritmi. Perché proprio il pianoforte? Difficile rispondere, il solo pensiero di non riuscire ad immaginare la mia vita senza gli ottantotto tasti ed il fatto di non avere ricordi privi del pianoforte potrebbero essere delle risposte! Facciamo finta che la musica non esista. Quale sarebbe la tua grande passione e che mestiere faresti? Sono molto appassionato di motori e forse mi sarebbe piaciuto provato a fare il pilota. Ma è impossibile fare finta che la musica non esista. Sono convinto infatti che tutto sia musica. Ti definisci un pianista-compositore classico o moderno? Mi definisco semplicemente un musicista, con il bisogno quotidiano di vivere “la” musica completamente. La scrittura e l’interpretazione musicale sono una continua esigenza. Chi è il tuo compositore di riferimento in assoluto e perché? E il compositore del 1900? E contemporaneo? Mi è davvero impossibile scegliere un compositore di riferimento in assoluto poiché sono assolutamente convinto che l’arte si alimenti con l’arte. Ogni giorno vivo emozioni contrastanti che mi avvicinano a compositori ed a musiche diversissime da cui cerco di trarre, anche involontariamente, il massimo. Ultimamente ho scoperto di essere follemente innamorato di Claudio Monteverdi. Gli ultimi “116” anni sono stracolmi di musicisti straordinari. Citarne uno solo sarebbe davvero una grande ingiustizia. Un genere musicale che ti affascina, a parte la musica classica. Adoro la musica celtica e la musica tradizionale popolare, tra le mie ricerche preferite vi è lo studio delle tradizioni musicali dei popoli. Un genere che non può e non deve essere raccontato solo dai libri, ma che deve essere scoperto sul campo con ascolti naturali privi di inutili e dannosi riti moderni. La musica del popolo nasce dal popolo. Qual è l’ultimo disco che hai comprato? E l’ultimo libro che hai letto? Chick Corea che esegue i suoi Children’s songs. L’ultimo libro letto si intitola “Pianoforte vendesi” di A. Vitali. Storia bellissima che meriterebbe di essere musicata. simone_avantgard3 Ci sono altre forme d’arte da cui la tua musica trae ispirazione? Il cinema e le arti figurative. Trovo che il legame tra immagine e musica sia terribilmente affascinante. Le colonne sonore di Nino Rota (Il padrino etc) e di B. Herrmann (Vertigo, Psycho etc.) sono una continua scoperta nonostante i miei ripetuti ed ossessivi ascolti. Ma non posso dimenticare anche l’arte letteraria: la scrittura di alcuni grandi artisti della parola è vera musica. Ad esempio quella di Dante o di G. Rodari. Parlaci del tuo progetto Skysail. Il progetto Skysail nasce dalla mente dell’ing. Mario Marcello Murace. che grazie ai suoi studi è riuscito a creare un ambiente ideale ed innovativo in cui vivere al massimo la musica ed in cui fare musica senza alcuna interferenza. Credo fortemente in questo progetto e come Direttore Artistico farò di tutto per promuoverlo in giro per il mondo poiché penso che l’aspetto acustico sia fondamentale per il musicista e per la musica ma stranamente è lasciato sempre al caso: questo porta inevitabilmente a non risolvere molte problematiche che affliggono da sempre i musicisti ed i fruitori di musica. La musica ed il far musica hanno ancora molti margini di miglioramento e Skysail è certamente uno di questi. È un progetto che ho visto nascere e che ha segnato un drastico e positivo cambiamento delle mie percezioni e della mia vita musicale L’esperienza Skysail non può essere descritta a voce ma vissuta. Invito quindi tutti coloro che fossero interessati di prenotare una visita al laboratorio situato a Vimercate attraverso il mio sito o il sito dedicato. Parlaci del tuo Piano Album. Piano Album è una raccolta di brani musicali che raccontano momenti di vita. La stesura non è stata facile poiché essendo brani che improvvisavo durante i miei concerti e che cambiavano ad ogni esecuzione sono stato costretto a fare delle scelte. La prima esecuzione pubblica dell’intera raccolta è avvenuta nella magica location del Ravello Festival 2014. Poco dopo è nato il cd Piano Album contenente oltre ai brani della raccolta altre mie composizioni e trascrizioni. Il cd è registrato interamente Live ed è privo di qualsiasi montaggio. Mi ha particolarmente incuriosito il tuo brano “Specchio”: nasce da un tuo momento particolarmente “riflessivo”? Strizza l’occhio a certe partiture di Cage? O nasconde un bachiamo gusto per l’enigmistica? Specchio è decisamente il brano più enigmatico della mia produzione. È posto esattamente e volontariamente a metà della raccolta e la scrittura tra le due mani e visivamente a specchio, come se le due mani si specchiassero tra di loro. In più, come se non bastasse, la prima nota del brano è anche l’ultima, la seconda è anche la penultima, la terza è la terzultima… e così via sino ad incontrarsi alla fine della misura 15 e all’inizio della misura 16. Non resisto alla tentazione di poter giocare con la musica. Dici di essere una persona che si annoia facilmente. Dove trovi il tempo di annoiarti con tutto quello che fai?! Faccio tutto quello che faccio perché rischio di annoiarmi! Ho la necessità di sentirmi libero e di non avere paletti e confini. Ho bisogno di suonare ciò che sento di voler suonare e di comporre ciò che sento di voler comporre. Dico questo non per atteggiarmi o per provocare, ma solo perché convinto che per ottenere il massimo dalla musica sia necessario un atteggiamento naturale verso il pubblico e verso la musica e non un atteggiamento costruito. La musica è lo specchio della mia persona e come tale non posso fingere di essere quello che non sono. Ti definisci un uomo al passo coi tempi? Cosa pensi del rapporto tra uomo e tecnologia? E cosa pensi della tecnologia applicata nel campo della musica, agli strumenti in particolare? La tecnologia è indispensabile ma non nascondo la mia preoccupazione per la “dipendenza” tecnologica. La tecnologia ha moltissimi aspetti positivi tra cui il mirare ad un continuo miglioramento come ad esempio nel campo degli strumenti musicali. Posso citare la serie dei pianoforti Avantgrand Yamaha in cui la tecnologia prende per mano la tradizione con risultati esaltanti. Ma ahimè credo che la tecnologia abbia anche un effetto negativo devastante causato dall’uso improprio delle comodità dovute ad essa: noto persone di ogni età che si dimenticano troppo spesso di avere un cervello pensante. Purtroppo bisognerebbe avere una logica nell’usare la tecnologia ma trovare il giusto compromesso è davvero difficile. Vuoi anticiparci qualche tuo progetto futuro? In questi giorni ho registrato in Skysail Acoustic Lab le mie raccolte di brani dedicate al mondo dei bambini che presto verranno divulgate. A breve registrerò una serie di mie elaborazioni pianistiche: un viaggio musicale molto ampio che partirà dalla musica antica sino ad arrivare alla musica da film dei nostri giorni.

Chi Sono – Marta Caldara Concertista, formatrice, dimostratrice. Qualsiasi attività preveda l’utilizzo di un pianoforte mi trova sempre coinvolta in prima linea! Adoro l’atmosfera del live e centinaia sono i progetti di questo tipo che mi vedono impegnata. In questo blog vi terrò aggiornati sui progetti e sulle ultime novità dal mondo Yamaha. 

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