Gli intervalli musicali prima del temperamento equabile

Pianoforti

Marchingegni meravigliosi, in grado di far temere la potenza divina e temporale, terrorizzare il nemico e incantare la corte, i primi organi, inventati già nel III sec a.c., si diffusero in epoca romana ed entrarono nelle cattedrali in epoca medievale, quando nacquero anche i primi e rudimentali clavicembali. ma soprattutto mentre il gusto e l’artificio compositivo passarono dall’apprezzare le semplici melodie gregoriane cantate a una voce, all’intonazione da parte dei cantori delle prime quarte e quinte, fino alla comparsa, nel Rinascimento inglese, delle prime terze e seste, intervalli musicali che nella pratica pitagorica non erano considerati consonanti, ma che per il gusto dell’epoca erano caldi e piacevoli e conferivano “umanità” alla musica.

Avevamo visto che gli intervalli musicali sperimentati da Pitagora erano la quarta, in cui la lunghezza delle corde che creano le note che la compongono sono in rapporto reciproco di 4:3, la quinta, in rapporto 3:2 e l’ottava, in rapporto 2:1.
Il rapporto reciproco tra le note che compongono una terza maggiore è di 5:4, una terza minore 6:5, una sesta minore 8:5. Ma tentando di trasportare questi suoni su uno strumento meccanico, che richiede la costruzione di corde di lunghezza predeterminata, le proporzioni necessarie a intonare terze e seste, in mezzo a quarte, quinte e ottave, danno risultati disastrosi: per esempio, il sol che può essere intonato per quinta con il do, non è intonato per terza con il mi. Quindi quale dei due sol è quello giusto? Tra i due c’è una sottile differenza che si chiama comma, una frazione del semitono. Intonando lo strumento per quinte, le terze risultano di una bruttezza inascoltabile e viceversa. Ecco che vengono a galla le falle del sistema pitagorico, di cui Pitagora stesso si era accorto: è impossibile intonare lo strumento con proporzioni perfette, non decimali. Bisogna trovare un compromesso.

In questo avanti veloce nel tempo, occorre sottolineare che le proporzioni che legavano i suoni tra loro, nell’immaginario dell’epoca non risultavano più tramandate da Pitagora, ma imposte da Dio stesso. Impossibile quindi metterle in discussione. Oggi abbiamo internet e ci sembra incredibile, ma all’epoca le tendenze musicali erano diffuse, e anche controllate, da una delle istituzioni più potenti e più capillarmente diffuse in Europa: il Vaticano. Tanto che nel 1324 Giovanni XXII lamentava l’eccessiva elaborazione e virtuosismo della musica del tempo addirittura in una bolla papale interamente dedicata alla musica.

La tastiera diventò così un campo di battaglia ideologico, oltre che tecnologico.

Lo spagnolo Ramos tentò di costruire una “scala giusta” che se da un lato aiutava i cantanti ad intonare le terze, dall’altro non rendeva comunque possibili tutti gli accordi su una tastiera. Mentre i teologi gli chiedevano se non si vergognasse, gli organisti, con spirito ben più pratico, iniziavano a dare una limatina alle canne dell’organo, un’aggiustatina fai da te ai suoni, che prese il nome di temperamento.  E questa fu la strada: per il bene della musica, era necessario rinunciare alla purezza delle quinte. Si tentò infatti di accorciarle, creando il temperamento misotonico, che rendeva più uniformi le distanze tra i toni e quindi finalmente possibile suonare alcuni accordi come do-mi-sol; ma il problema sussisteva per le distanze tra semitoni: spostandosi di un semitono, l’accodo si-re#-fa# suonava come le unghie sulla lavagna! Questo perché il re# doveva essere intonato per terza sopra il si, ma anche per terza minore sotto il sol… ecco, ve lo dicevo nella puntata precedente: re diesis o mi bemolle? E così si tentò di costruire tastiere che li contenessero entrambi, arrivando ad avere 31 tasti per ogni ottava (ma sarebbero servite sette dita per mano e con due falangi in più), oppure con due tastiere, e per qualche secolo si continuò a proporre diverse accorciatine alle quarte e alle quinte, per far quadrare i conti.

 

Chi Sono – Marta Caldara Concertista, formatrice, dimostratrice. Qualsiasi attività preveda l’utilizzo di un pianoforte mi trova sempre coinvolta in prima linea! Adoro l’atmosfera del live e centinaia sono i progetti di questo tipo che mi vedono impegnata. In questo blog vi terrò aggiornati sui progetti e sulle ultime novità dal mondo Yamaha.

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