Il Pianoforte: collocazione, umidità, cura e manutenzione

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Il Pianoforte: guida pratica alla manutenzione - Yamaha Music Club

Avete un pianoforte e vi state chiedendo cosa fare per conservarlo nel migliore dei modi? Ecco alcuni consigli utili per mantenere il suo valore inalterato nel tempo.

1. LA GIUSTA TEMPERATURA Che si tratti di un modello verticale da studio o di un modello a coda da concerto, le numerosissime parti in legno, metallo, cuoio, feltro che compongono un pianoforte vengono influenzate dalla situazione climatica dell’ambiente in cui viene custodito. Perciò condizioni di temperatura e umidità non corrette possono modificare il comportamento e la resa del vostro amato pianoforte. Così come noi esseri umani proviamo disagio in ambienti troppo riscaldati e con aria eccessivamente secca o, all’opposto, in ambienti freddi e umidi a fronte delle quali il nostro corpo manifesta reazioni di insofferenza innescando azioni di difesa, allo stesso modo i diversi materiali all’interno di un pianoforte reagiscono alle variazioni di temperatura e umidità provocando degli assestamenti che possono compromettere la resa sonora dello strumento. Non solo, ma le componenti della meccanica, per aumento o riduzione degli attriti, possono presentare delle disomogeneità nel loro comportamento, creando difficoltà inaspettate all’esecutore. Inoltre, non sempre l’intervento di un tecnico di pianoforti può essere risolutivo quando il contesto in cui è collocato lo strumento risulta inadatto. Pertanto l’ambiente più adeguato ad ospitare uno strumento musicale è quello caratterizzato da una maggiore stabilità termica e igrometrica. Prendiamo come riferimento il periodo autunnale/invernale: le condizioni da preferire per il pianoforte sono quelle caratterizzate da temperature comprese tra i 18°C e 21°C a fronte di un tasso igrometrico in un intervallo tra 40% e 60% di umidità relativa nell’aria. Da qui la necessità di gestire in modo attento i nostri impianti di riscaldamento, tenendo sotto controllo le indicazioni fornite dal termometro e dall’igrometro. Più contenute saranno le variazioni di questi valori durante le giornate, maggiore sarà la resa complessiva del vostro pianoforte. Al contrario nel periodo estivo, perlomeno alle nostre latitudini, non sarà possibile rispettare questo trend, tuttavia lo “splafonamento” verso valori diversi di temperatura e umidità avverrà in modo naturale e progressivo, procurando assestamenti più lenti nei materiali. Attenzione però ai condizionatori troppo vicini allo strumento.

2. IL LUOGO IDEALE Evitate di collocare un pianoforte in zone della casa con frequente passaggio o soggette a correnti d’aria, oppure, in zone prossime a fonti di calore come termosifoni, stufe e camini, rispettando una distanza abbondantemente superiore al metro da queste. L’irraggiamento solare diretto è da sconsigliare. Infine è preferibile appoggiare il vostro pianoforte verticale ad una parete divisoria interna evitando, se possibile, quelle esterne. 3. CORRETTA CONSERVAZIONE Trovata la corretta collocazione dovrete preoccuparvi della buona conservazione nel tempo del vostro pianoforte. Nessun pianoforte acustico può mantenere inalterate le proprie prestazioni se non con un periodico programma di manutenzione eseguito da personale specializzato. Non cadete nell’errore di abbandonare a se stesso un bene che costituisce la sintesi di un’enorme fatica artigianale. Il vostro pianoforte, se della giusta qualità, è destinato a conservare per decenni il proprio valore. Possiamo considerarlo “un bene durevole” come lo sono davvero pochi oggetti all’interno delle nostre case.

4. MANUTENZIONE PERIODICA Pertanto, così come è fortemente raccomandato da ogni produttore di pianoforti, è necessario far eseguire periodici interventi di accordatura: almeno una volta all’anno nel caso di scarso utilizzo, più volte a fronte di un utilizzo intensivo. Inoltre il vostro tecnico di fiducia, ogni volta che riscontrerà anomalie nel rendimento del vostro prezioso strumento vi suggerirà quando effettuare i necessari interventi di regolazione della meccanica a causa dell’usura dei feltri, della deformazione dei panni, del consumo delle guarnizioni o di fisiologici fenomeni di assestamento delle piccole componenti in legno. Potrà essere necessario anche un intervento di intonazione, in grado di restituire al feltro dei martelli la giusta compattezza, per ottenere una percussione calibrata nelle diverse sezioni dei bassi, dei medi e degli acuti. Non sapete a chi rivolgervi per la manutenzione? I Rivenditori Autorizzati Yamaha sono strutturati per garantirvi un corretto supporto post vendita, attraverso personale preparato per soddisfare ogni vostra esigenza. Yamaha infatti sa quanto sia importante una corretta assistenza tecnica, pertanto ha concepito – esclusivamente per il circuito dei propri Rivenditori Autorizzati – Corsi Tecnici di aggiornamento per accordatori di pianoforti, con l’obiettivo di trasferire quell’insieme di informazioni e competenze necessarie al buon mantenimento dei propri prodotti.

Chi sono – Gian Piero Terravazzi Dal 2000 ricopro la mansione di Tecnico Pianoforti e Piano Product Specialist presso Yamaha Music Europe b. Italy. Il pianoforte ha una seduzione inesauribile e, nonostante gli oltre tre secoli trascorsi dalla sua invenzione, non smette mai di affascinare sia chi lo suona sia chi, come me, deve occuparsi del suo corretto funzionamento. Vi racconterò di questo strumento cose che non immaginereste mai.

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