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Come usare una soundbar Yamaha al 100% (e oltre)

Emanuele Villa

Per comprendere come installare e usare una soundbar Yamaha al 100% delle sue possibilità, occorre partire da una considerazione, ovvero dal fatto che alla base del loro successo c’è l’assoluta semplicità di installazione e di utilizzo. Rispetto agli impianti a componenti separati, usare una soundbar non richiede uno studio particolare ai fini del posizionamento dei diffusori né cavi sparsi per la casa a disturbare la bontà dell’arredamento.

Ciò non significa che una Soundbar Yamaha, magari stracolma di tecnologia dedicata all’intrattenimento audiovisivo, possa essere posizionata dove si vuole o non disponga di una serie di opzioni di configurazione che permettono all’utente di sfruttarla al 100% delle sue possibilità (o anche oltre). Vediamo di seguito alcuni passi fondamentali per ottenere questo risultato.

Inoltre dal 15 novembre al 15 gennaio 2020 Yamaha ha attivato la campagna Cashback, con cui è possibile acquistare il grande suono delle soundbar Yamaha (BAR 400 e BAR 40) insieme agli speaker MusicCast beneficiando di un rimborso direttamente in conto corrente fino a 320 euro. Maggiori info su https://it.yamaha.com/it/support/promotions/cashback-eu-av-19.html.

Il posizionamento ideale

Non tutte le soundbar sono uguali, però alcuni aspetti sono comuni alla maggior parte di esse. Per prima cosa il posizionamento: lo chassis è volutamente compatto, lungo e stretto, proprio per posizionarsi efficacemente alla base del TV, sempre se il piedistallo di quest’ultimo lo consente. In alternativa, lo si può installare in posizione leggermente avanzata oppure, qualora ce ne siano i presupposti, installare il TV a parete e posizionare la soundbar su un mobiletto sottostante, a patto che sia (circa) all’altezza del punto d’ascolto. Meno problemi, se così li si può definire, riguardano il posizionamento dell’eventuale subwoofer, che gestisce frequenze la cui provenienza non è facilmente interpretabile dall’orecchio umano.

Connessioni: HDMI ARC è preferibile

Il posizionamento è strettamente connesso ad un altro aspetto fondamentale, ovvero quello delle connessioni. Nonostante alcuni modelli disponibili sul mercato possano anche collegarsi tramite bluetooth a un TV compatibile, la stragrande maggioranza dei casi prevede ancora la connettività via cavo, in particolare via HDMI. Qui, a seconda della soundbar abbiamo alcune possibilità: la migliore, e anche la più comune, consiste nel collegare la Soundbar Yamaha al TV tramite un solo cavo HDMI con canale di ritorno (HDMI ARC), dopo di che tutte le altre sorgenti verranno collegate al TV come si è sempre fatto. Tutto ciò è possibile a patto che il TV disponga di un connettore di questo tipo: in alternativa, una soluzione consiste nel collegare il video tramite HDMI e l’audio mediante cavo ottico. Ulteriore possibilità, ma qui dipende da un modello all’altro, è quella di collegare le sorgenti direttamente alla soundbar e quest’ultima al TV, una soluzione non particolarmente pratica e bella dal punto di vista estetico ma utile nel caso in cui gli ingressi del TV siano già tutti occupati.

Connettività di rete e il ruolo dell’App

Una volta connessa al TV, usare una soundbar è semplicissimo: basta selezionare la sorgente sul telecomando e il gioco è fatto. Ciò non significa, però, che questo le permetta di rendere al 100% o più. Chiaramente qui il discorso differisce molto da un modello all’altro, ma alcuni concetti comuni si possono condividere anche in questo caso. Innanzitutto, le Soundbar, e in particolare le Soundbar Yamaha, dispongono di diverse modalità d’ascolto: dalla modalità stereo per l’ascolto su due canali a diverse funzionalità e modalità surround (compreso il DTS: Virtual X) pensate per supportare diversi tipi di contenuto.

La connettività, poi, è fondamentale: di solito il bluetooth, accessibile tramite telecomando o direttamente sul dispositivo, viene usato per usare la soundbar con lo smartphone o uno smart speaker, che fungono da sorgente musicale. Lo stesso vale per la trasmissione musicale da una sorgente dell’ecosistema Apple tramite tecnologia AirPlay.

Per rendere al massimo, molte soundbar attuali possono interfacciarsi con servizi di streaming musicale, con impianti multiroom e con server musicali esterne tramite protocollo DLNA. Tutto ciò, apparentemente complicato, è un grande punto di forza dei modelli più evoluti ed è solitamente gestibile tramite connettività Wi-Fi e un’app di controllo. Per esempio, le Soundbar Yamaha compatibili con la tecnologia multiroom MusicCast possono sfruttare appieno l’applicazione MusicCast Controller non solo ai fini di creare ambienti musicali all’interno di casa, ma anche per riprodurre – sulla soundbar – l’audio proveniente da un servizio di streaming compatibile, tra cui il classico Spotify. Lo stesso vale per l’ascolto delle Internet Radio e, appunto, per la connessione a un computer o un server musicale (NAS) presente nella rete locale (LAN).

Aspetto da non sottovalutare è la possibilità di usare una Soundbar Yamaha (se compatibile) con ulteriori speaker wireless all’interno della stanza, da posizionare alle spalle dello spettatore. Se anche la soundbar può simulare, mediante surround, la presenza di diffusori posteriori, l’ipotesi migliore resta quella di avere degli speaker dedicati allo scopo. Questa tecnologia si chiama MusicCast Surround e fa sì che degli speaker multiroom come i MusicCast 20 o MusicCast 50 possano, all’occorrenza, diventare i canali posteriori di un unico impianto home theater. Anche qui, oltre alla connettività di rete, e quindi alla disponibilità di una wireless LAN in casa, c’è bisogno dell’app di controllo: MusicCast Controller.

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