Roberto Prosseda: MasterContest, grande opportunità per i giovani pianisti

Pianoforti

Il MasterContest

La scorsa settimana la piano hall della nostra sede di Gerno di Lesmo ha ospitato le lezioni di perfezionamento della prima fase del MasterContest di PianoLink, il Master.
Il MasterContest è un format davvero innovativo, ideato appositamente per la preparazione e il perfezionamento di un concerto per pianoforte e orchestra e rivolto a tutti gli studenti di pianoforte dei Conservatori che abbiano al massimo 25 anni. Questa formula rappresenta una grande opportunità per i giovani pianisti perché è in grado di unire didattica e competizione musicale.
Il MasterContest prevede una masterclass di perfezionamento seguita da un vero e proprio concorso. Le lezioni sono tenute dal pianista di fama internazionale Roberto Prosseda e hanno l’obiettivo di approfondire tutti gli aspetti del concerto per pianoforte e orchestra, dai principi tecnici all’interazione con il direttore d’orchestra. Il concorso, invece, ha lo scopo di determinare chi, tra i sette pianisti ammessi al MasterContest, avrà l’opportunità di esibirsi al concerto di Gala del MiAmOr Music Festival 2019. Il solista vincitore suonerà con la PianoLink Philharmonic Orchestra la sera dell’8 Giugno presso la Palazzina Liberty di Milano.

Lezione individuale MasterContest

Noi comunque abbiamo approfittato della presenza in sede del Maestro Roberto Prosseda per fargli alcune domande sul MasterContest e per farci dare qualche consiglio sull’esibizione di un pianista con un’orchestra sinfonica.

L’intervista

In aggiunta alla sua sorprendente carriera concertistica, ad un certo punto ha sentito l’esigenza di attivarsi come operatore culturale, sostenendo molti progetti di divulgazione culturale musicale e intraprendendo diverse collaborazioni. Una di queste è proprio con PianoLink. Qual è il suo personale parere su questa associazione musicale, giovane ma già affermata?

Ho conosciuto PianoLink tramite Cremona Musica, la manifestazione di cui sono coordinatore artistico, a e cui PianoLink con Andrea Vizzini ha partecipato nel 2017 e nel 2018. Grazie a Yamaha Music Europe e in particolare a Giovanni Iannantuoni, quest’anno ho avuto modo di iniziare una collaborazione con PianoLink nell’ambito del progetto MasterContest: un’idea innovativa, una grande e concreta opportunità per i giovani pianisti.

Durante la sua carriera quindi, ha tenuto molti corsi di perfezionamento e masterclass. Il “MasterContest” di PianoLink però, è un format davvero innovativo: si tratta di una masterclass focalizzata sui repertori per pianoforte e orchestra abbinata ad un concorso che mette in palio una borsa di studio e, per l’appunto, un’esibizione con orchestra. Quali crede che siano gli aspetti innovativi di questo progetto?

Oggi per i giovani pianisti sono poche le occasioni di suonare con orchestra: spesso essi si trovano a competere nei grandi concorsi internazionali senza aver prima acquisito una sufficiente esperienza con orchestra, necessaria per intraprendere una carriera concertistica professionale. In tal senso, il “MasterContest” rappresenta una ottima opportunità per i giovani pianisti: non solo perché offre a tutti i partecipanti ammessi alla masterclass di fare una esperienza con l’orchestra e con il suo direttore, ma anche perché questa esperienza è preparata da due giorni di masterclass in cui si mettono a fuoco i dettagli importanti per una efficace concertazione con l’orchestra, così da arrivare alla prova con l’orchestra con maggiore consapevolezza e chiarezza di idee. E l’aspetto del “contest”, ovvero della selezione di un pianista che possa poi esibirsi con una grande orchestra nell’ambito di un festival concertistico a Milano è senz’altro un adeguato coronamento di questo percorso. 

All’atto dell’iscrizione, ogni candidato ha comunicato il repertorio scelto per il MasterContest. Ha notato scelte particolarmente coraggiose da parte di qualcuno dei giovani pianisti?

Ho apprezzato la varietà di repertori proposti: non soltanto i “cavalli di battaglia” che spesso vengono eseguiti nelle finali dei concorsi internazionali, ma anche concerti di Bach e Mozart, che richiedono una particolare attenzione al fraseggio e alla “pronuncia” delle frasi: aspetti secondo me fondamentali per la cultura musicale di ogni giovane pianista, e che sono ancor più importanti quando ci si relaziona con un’orchestra. 

Quali sono gli obiettivi che lei, come docente del MasterContest, si era proposto di raggiungere con i sette pianisti che hanno partecipato alla prima fase, quella del “Master”?

Il senso della masterclass, dal mio punto di vista, è stato di offrire uno sguardo diverso e complementare al brano che ogni candidato ha presentato: chiarire le intenzioni musicali e, ove necessario, risolvere alcuni passaggi tecnici trovando il gesto tecnico più adatto e funzionale in quel contesto. Più in generale, il senso di una masterclass di pochi giorni è per me quello di offrire nuovi “input” ai ragazzi, stimolarne la ricerca artistica e l’immaginazione poetica, nell’obiettivo di aiutarli a tirare fuori il grande pianista che è già nascosto dentro di loro, e che va solo lasciato esprimersi senza inibizioni. Mi piace pensare che anche a distanza di anni l’esperienza del “MasterContest” possa continuare a stimolare la crescita artistica di chi vi ha partecipato. La mia idea didattica è affine a quella di Daniel Pennac, che parla del docente “passeur”: tutto quello che imparo, tutto quello che scopro, se mi piace e mi dà emozioni, ecco che scelgo di fartelo conoscere perché possa incantare e arricchire anche te.

Il vincitore del Contest si esibirà al MiAmOr music festival con la PianoLink Philharmonic Orchestra. Lei, avendo suonato come solista con più di cento orchestre, ha maturato una grandissima esperienza: che consiglio si sentirebbe di dare ad un giovane pianista che si trova ad affrontare per la prima volta un’esperienza così coinvolgente?

Ne abbiamo parlato durante la masterclass. È importante avere le idee molto chiare sulla propria interpretazione: più si è consapevoli e convinti della propria visione, più questa arriva con efficacia anche ai musicisti dell’orchestra e al pubblico. L’orchestra non è, ovviamente, un’entità esterna al solista, ma entra armonicamente a far parte del corpo sonoro che, assieme al solista, dà vita all’interpretazione del concerto. Per questo è importante imparare ad essere empatici e saper comunicare in modo “contagioso” il proprio entusiasmo per il Concerto che si è scelto di suonare. Infine, ricordo sempre agli studenti che un concerto è sempre una occasione per condividere la bellezza della musica: più che focalizzarci su di noi, sulle nostre insicurezze o sul nostro narcisismo, è meglio concentrarci sulla musica, e su quanto è bello poterla condividere con l’orchestra e con il pubblico, che non vede l’ora di lasciarsi trasportare e farsi commuovere.

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