Intervista a Barbara Massaro, finalista ad Amadeus Factory per la categoria Canto

Archi Pianoforti

Barbara Massaro, 24 anni, nata a Milano da genitori campani, è la finalista per la categoria Canto del talent musicale Amadeus Factory. Barbara si diploma al Conservatorio G. Verdi di Milano lo scorso luglio e, un po’ per caso, decide di partecipare a questa competizione, con grande voglia di misurarsi con se stessa e di mettersi alla prova.

Abbiamo chiesto a Barbara di raccontarci qualcosa di più di lei per conoscerla meglio, prima di seguirla alla finale di Amadeus Factory sabato 1 dicembre al Teatro Dal Verme, a Milano.

Com’è stato il tuo primo approccio alla musica?

Il mio primo approccio alla musica è stato assolutamente casuale: arrivo da una famiglia estranea a questo mondo, nessun appassionato al genere della classica, ancor meno dell’opera lirica. I miei genitori hanno assecondato questa mia inclinazione sostenendomi sempre con un pizzico di follia ed infinito amore; inizialmente hanno deciso per vero sfinimento: passavo tutte le giornate a cantare, non sapevano come farmi smettere! Dalle sigle dei cartoni animati alle canzoni di musica leggera… All’età di 8 anni arrivò a scuola un volantino che pubblicizzava il coro di voci Bianche del Comune di Milano: mia mamma decise immediatamente di iscrivermi e fu subito “amore”. Qualche mese dopo scoprii che esisteva il Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala: provai l’audizione e andò bene… Senza dubbio è stato proprio il periodo “Voci Bianche” a segnare l’inizio del mio percorso musicale: vivere il palcoscenico da così vicino e condividerlo con artisti di fama mondiale (anche solo per pochi minuti e ignorando all’epoca chi fossero), mi ha fatto subito capire che avrei desiderato fare della musica la mia vita. Mi sembra impossibile pensare di aver debuttato con il mio primo ruolo da solista a 15 anni diretta da Sir Andrew Davis in un allestimento di Robert Carsen… E questa è solo una delle meravigliose possibilità che ho avuto.

Cosa ti ha spinto a scegliere di studiare viola?

La ragione per cui ho iniziato a studiare viola è piuttosto banale: mi era stato consigliato di intraprendere anche un percorso strumentale per essere una musicista più completa; posso dire che è stata la miglior scelta che potessi fare!
Sono entrata in Conservatorio senza saper leggere la musica, figuriamoci suonare uno strumento. All’epoca esisteva ancora l’esame attitudinale e decisi di provare l’ammissione scegliendo lo strumento che più assomigliava al Violino, la Viola! Dopo il cosiddetto “anno di prova” sono effettivamente entrata in Conservatorio e da lì sono arrivata al diploma, nel 2016. La Viola è l’altro mio grande amore: mi ha insegnato il rigore nello studio, la ricerca di un fraseggio coerente e rispettoso delle intenzioni volute dal compositore. Tutto questo lo riporto anche nel canto, nel momento in cui studio un nuovo ruolo d’opera o lavoro sul repertorio vocale da camera.
Se dovessi dire cosa preferisco… beh è molto difficile, diciamo che per ora la vita mi sta portando ad essere più cantante che violista ma l’orchestra e la musica da camera mi mancano moltissimo. Con il canto, però, riesco ad esprimermi al massimo, a comunicare di più e ad arrivare a chi mi ascolta in maniera più forte ed autentica.

Barbara Massaro - finalista cantoQual è il ruolo che sogneresti interpretare?

Sono tanti i ruoli che sognerei di interpretare. Le eroine del melodramma sono donne forti, intraprendenti, folli e passionali… Insomma c’è davvero una gamma infinita di sfumature caratteriali su cui sperimentare. Il mio ruolo “nel cassetto” è sicuramente Violetta della “La Traviata”; potrà sembrare scontato ma è il ruolo di soprano per eccellenza: completa sotto ogni aspetto, tecnico-vocale ed interpretativo… ma per ora è assolutamente lontano dal mio percorso. Resta però un bellissimo sogno nel cassetto… E vedremo se mai potrà realizzarsi!

A questo punto, Barbara mi svela anche che il sogno più grande sarebbe quello di tornare sul palcoscenico de La Scala da professionista: “Sarebbe un po’ un cerchio che si chiude”, mi dice.

 

Una volta concluso Amadeus Factory, cosa ti aspetti dalla tua carriera?

Amadeus Factory è stata un’esperienza molto stimolante: ho potuto confrontarmi con una cantante che stimo moltissimo, Monica Bacelli… sono cresciuta ascoltando “Le nozze di Figaro” in cui lei era uno splendido Cherubino! Quindi un piccolo sogno che si è realizzato! Ma non solo…con le mie compagne (della categoria di canto) sono nati bellissimi momenti di scambio e con alcune mi sento regolarmente.

Dopo Amadeus Factory spero di poter unire ad uno studio costante una concreta esperienza sul palcoscenico, mettendomi in gioco con ruoli adatti alla mia vocalità ed affrontando un sano percorso di “gavetta” che mi permetta di acquisire sempre maggiore consapevolezza.

Se dovessi trascorrere un anno su un’isola deserta, quali sarebbero i tre cd che sceglieresti di portare con te?

I tre cd che porterei con me su un’isola deserta: “Le nozze di Figaro” di Mozart, opera a cui sono legatissima poiché́ è una delle prime che ho iniziato a studiare in Conservatorio; adoro alla follia il ruolo di Susanna, uno dei primissimi che ho potuto debuttare in palcoscenico. “La Bohème” di Puccini, perché è la primissima opera che ho cantato da Voce Bianca e quindi la prima che abbia mai ascoltato. Ed infine i “Vier Letzte Lieder” di Strauss perché́ uniscono le mie due grandi passioni, la voce e l’orchestra! 

Chi sono – Ilaria Gaspari: Sono Ilaria Gaspari, veronese di nascita, giramondo per passione. Da ottobre 2016 mi occupo di comunicazione digitale e di social media marketing in Yamaha Music Europe. Fin da piccola, sono sempre stata affascinata dalle parole, dalla grammatica, dalle lingue (ho studiato inglese, tedesco, francese e anche latino!). Nel tempo libero leggo…tanto, e scrivo.

Altri articoli in Archi ,Pianoforti
Altri articoli in Articoli Vivi la tua passione