Consigli per gli ascolti: se non conosci questi album, rimedia oggi stesso

Redazione Yamaha

Rispetto a una quindicina di anni fa non è cambiata solo la tecnologia, ma proprio il modo in cui le persone fruiscono della musica. A parte il classico passaggio radiofonico, un tempo per gustarsi un album bisognava comprarselo o farselo prestare: la percezione del valore era profondamente diversa rispetto all’ attuale perché non bastava premere un tasto per accedere a 50 milioni di brani. Una volta comprato, l’album veniva ascoltato e riascoltato fino a conoscerne ogni sfumatura, ogni aspetto di contorno. Oggi, con una manciata di euro al mese chiunque può ascoltare tutta la musica del mondo: decine di milioni di canzoni, album completi, novità il giorno stesso dell’uscita. Se ciò rappresenta un progresso sotto il profilo dei costi da sostenere per la fruizione musicale, ha anche i suoi bei lati negativi: il valore percepito della musica è crollato, l’album viene riprodotto come ‘sottofondo’ della routine giornaliera e ben pochi si fermano ad ascoltarlo attribuendogli il suo reale valore artistico. Col risultato, oltretutto, che ogni giorno escono decine di nuovi album, sono tutti a nostra disposizione ma finiamo per ascoltare sempre gli stessi.

Sotto questo profilo, si stava davvero meglio prima. Ma a ben vedere nulla impedisce di recuperare il bello della fruizione musicale, il rispetto per l’opera d’arte, l’attenzione per un album nuovo di pacca: dobbiamo semplicemente fermarci un attimo, scegliere un ‘disco’ da riprodurre e dargli tutta la nostra attenzione. Possibilmente ascoltandolo dall’inizio alla fine, come è stato concepito dall’artista: niente playlist, riproduzione casuale o intelligenza artificiale, il bello della musica è anche affidarsi all’artista e farsi condurre nel suo mondo.

L’idea per un articolo sugli album “da ascoltare oggi stesso” nasce dalle considerazioni di cui sopra: il mercato ha abbassato il valore della musica, molti non hanno neppure voglia di scoprire cose nuove e per questo non godono di vere e proprie gemme del passato. Data la vastità della materia e la soggettività di molte scelte, riteniamo doverose alcune premesse: quella che segue non è una classifica degli album “più belli” (cosa che ognuno valuterà da sé), né dei più venduti, è incompleta per sua stessa natura (lo sarebbe anche con 500 selezioni) ed è a forte componente pop-rock, come nei gusti di chi scrive. Riteniamo però che abbia un suo valore: sono tutti album che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la storia della musica popolare e che oggi, complici i 50 milioni di brani di Spotify o di Apple Music, potremmo scoprire in un attimo. Ma con una limitazione: non dobbiamo limitarci a “sentirli”, dobbiamo davvero “ascoltarli”. La differenza è enorme. L’elenco che segue, proprio perché non va interpretato come classifica, è in rigoroso ordine alfabetico: se oggi avete un’oretta di tempo, invece di mettere una playlist in sottofondo e giocare con la PS4, perché non vi ascoltare un bell’album?

AC/DC – Back in Black

Secondo album più venduto di tutti i tempi, segna l’esordio del cantante Brian Johnson dopo la morte di Bon Scott. Un album trascinante, cupo in alcuni passaggi (Hells’ Bells su tutte) ma contenente alcuni dei migliori riff rock-blues della storia della musica: ascoltare Back in Black e You Shook Me all Night Long per credere.

Bob Dylan – Highway 61 revisited

Datato 1965, è ritenuto da molti il più importante e rappresentativo album dell’intera discografia di Bob Dylan, tanto da essere considerata una pietra miliare della musica (non solo folk-rock). Registrato in appena 6 giorni, rappresenta un punto di svolta nella carriera dell’artista americano e contiene alcuni grandi classici come Like a rolling stone.

Bruce Springsteen – Born to Run

Primo album di Springsteen ad aver incontrato grande successo di pubblico, Born to Run si caratterizza per una certa aggressività e un rock incalzante, toni che saranno una costante in tutta la carriera del ‘boss’. Datato 1975, contiene perle di inestimabile valore come la title track e Thunder Road.

 

Crosby, Stills & Nash – id

L’album di esordio di Crosby, Stills & Nash fu una vera rivoluzione nel panorama folk-rock anglosassone e rese immediatamente i tre artisti delle celebrità. Pubblicato nel 1969, l’album si allontanò dal paradigma rock dell’epoca preferendovi un mix di folk, blues, persino jazz. A quasi 50 anni di distanza, è ancora considerato uno dei migliori album di tutti i tempi.

 

Deep Purple – Made in Japan

Vera e propria pietra miliare della storia della musica, Made in Japan è un disco dal vivo registrato a Osaka nel 1972. Esso ripercorre il meglio della band britannica e contiene grandi classici quali Smoke on the Water, Child in Time e Strange Kind of Woman. Uscì inizialmente in versione da 2 LP ed è stato riproposto più volte nel costo degli anni.

 

Guns ‘n’ Roses – Appetite for Destruction

Uno degli album più venduti nella storia della musica, nonché un riferimento assoluto nel panorama heavy metal. Con Appetite for Destruction, datato 1987, Axl Rose, Slash e soci partivano alla conquista del mondo musicale offrendo un mix di aggressività, grinta, assoli di chitarre e fiumi di adrenalina. Fa parte dell’album l’immortale Paradise City.

King Crimson – In the court of King Crimson

Rock, jazz, addirittura musica classica per quella che è una pietra miliare del genere progressive rock. Testi impegnati e sonorità molto diverse dal panorama pop britannico di fine anni ’60 lo rendono un album di rottura, un punto di partenza di una nuova era. Un ascolto tanto impegnativo quanto affascinante.

Led Zeppelin IV

Pubblicato nel 1971, resta uno degli album di maggior successo della rock band britannica e, in assoluto, un must di ogni discografia che si rispetti. La presenza di Stairway to heaven sarebbe sufficiente per consigliarne l’ascolto, ma qui troviamo anche Rock n Roll, Black Dog e The Battle of Evermore. Un ascolto obbligato, in poche parole.

Marvin Gaye – What’s Going On

What’s Going On è considerato all’unanimità l’album con cui l’artista statunitense diede il via a un nuovo corso della musica soul. Pubblicato nel 1971, tratta di temi forti (droga, povertà, guerra) ed è stabilmente all’interno delle prime 10 posizioni nella classifica dei 500 migliori album della storia della musica stilata da Rolling Stone.

Meat Loaf – Bat out of Hell

Datata 1977, è una delle opere rock più importanti della storia della musica. Un prodotto che si ama o si odia. Un’opera complessa, ispirata a un musical intitolato ‘Neverland’ e capace di mescolare toni, stili e sonorità diverse traendo proprio da questo larga parte del suo fascino. Il successo non fu immediato, ma si stima che abbia venduto quasi 35 milioni di copie.

Metallica – Master of Puppets

Master of Puppets, datato 1986, è per molti il capolavoro dei Four Horsemen, tanto da aver venduto più di 6 milioni di copie. L’album, ormai un’icona del metal degli anni ’80, ripropone le sonorità aggressive e pesanti dei predecessori aggiungendovi alcuni dei più famosi riff della storia della musica rock. Ascoltare Battery e Welcome Home per credere.

 

Michael Jackson – Thriller

Se c’è un album che non ha bisogno di presentazioni, è Thriller di Michael Jackson. L’album della svolta, con sonorità più mature rispetto alla precedente produzione e brani che hanno fatto la storia della musica (non solo di quella pop). Thriller è saldamente l’album più venduto di sempre con oltre 110 milioni di copie. Un motivo più che valido per ascoltare Beat It, Billy Jean e l’omonima Thriller.

Neil Young – Harvest

Harvest è uno degli album più belli e apprezzati del cantautore canadese, un mix di sonorità differenti con influssi country, rock e folk. In Harvest, che si stima abbia venduto circa 8 milioni di copie in tutto il mondo, trovano spazio alcuni dei brani più famosi dell’artista, tra cui Heart of gold e The needle and the damage done.

 

Nirvana – Nevermind

Si può amare o odiare, ma non si potrà mai negare l’impatto dell’album di Kurt Cobain & Co sulla storia della musica. Dopo Nevermind, il rock prese una nuova direzione, fatta di sonorità grezze, imperfette, poco (o nulla) elaborate, ma anche estremamente genuine. Insieme ad altre band di Seattle, i Nirvana contribuirono alla nascita del genere grunge.

Pink Floyd – Dark Side of the Moon

Un riferimento assoluto in ambito di sperimentazioni musicali e musica progressiva, Dark Side of the Moon è uno dei capolavori dei Pink Floyd. Più che per i grandi classici quali Time e Money, Dark Side of the Moon sarà sempre ricordato per le sue atmosfere psichedeliche e la sua grande spinta verso il futuro. Era il 1973.

Prince – Purple Rain

Colonna sonora dell’omonimo film del 1984, è l’album della consacrazione dell’artista americano. Se Prince è considerato uno degli artisti più influenti del panorama pop del XX secolo, larga parte del merito lo deve a Purple Rain, alle sue sonorità e al fascino della pellicola. Nonostante il successo stellare dalla title track, Purple Rain contiene alcuni gioiellini come Take me with U e I Would Die for U.

The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Da molti considerato l’album più importante della storia della musica e il punto più alto dell’attività artistica dei Beatles, Sgt. Pepper ha recentemente compiuto 50 anni, è uno dei primi concept album della storia e non può mancare in nessuna discografia che si rispetti. Tra i suoi brani più rappresentativi Lucy in the sky with diamonds e With a little help from my friends.

U2 – The Joshua Tree

Difficile, quasi impossibile non aver mai sentito parlare di questo album, stabilmente nelle classifiche dei migliori album della storia della musica. La band irlandese, dopo The Unforgettable Fire, torna a una struttura musicale tradizionale, un rock con influenze blues e country. Fanno parte di The Joshua Tree alcuni brani intramontabili della band, tra cui With of without you e I still haven’t found what I’m looking for.