Home Theater wireless, un perfetto mix di qualità ed estetica

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Coniugare la passione per il cinema e l’audiovisivo con l’esigenza di migliorare l’estetica dell’ambiente non è una cosa banale. Anzi, una volta il rischio (o meglio, la certezza) di riempire la stanza di cavi e cavetti era ciò che frenava molte persone dal concretizzare la propria passione. D’altronde l’Home Theater, si sa, presuppone l’installazione di molti diffusori: nella tipica configurazione 5.1 ce ne sono tre davanti, due dietro l’ascoltatore e un subwoofer, ma nel corso degli anni siamo passati a 7, 9 e via dicendo. È chiaro che, se ognuno di questi deve essere collegato via cavo al sintoamplificatore, la cosa si complica: a patto di non voler ristrutturare, c’è il rischio di avere a che fare con canaline di ogni genere e natura, che alcuni non tollerano. La soluzione è l’Home Theater wireless.

Home Theater wireless: diversi significati

Oggi, l’opzione “senza fili” non si limita al collegamento dello smartphone, ma riguarda anche l’home theater. Un’opzione che non è mai stata considerata molto audiophile, ma la comodità che porta è tale da accettare senza problemi qualche compromesso.

La prima manifestazione di Home Theater ‘senza fili’ risale a quasi 20 anni fa con i primi home theater in a box: pacchetti comprensivi di tutto il necessario per portare il cinema a casa propria senza doversi interessare di abbinamenti, scelta di componenti separati, specifiche tecniche e via dicendo. Un Home Theater in a Box aveva già tutto al suo interno: una sorgente, un sintoamplificatore e cinque diffusori. Il vero passo avanti, dal nostro punto di vista, fu quando i diffusori posteriori divennero senza fili: gli speaker posteriori, infatti, sono quelli che creano più disagi ‘estetici’ per quanto riguarda i collegamenti; sostituirli con due diffusori senza fili significava non dover far passare cavi all’interno della stanza. L’altra ipotesi, peraltro molto frequente anche oggi, consiste nell’aggiungere all’impianto una centralina wireless da posizionare alle spalle degli spettatori: questa riceve il segnale dei canali posteriori dal sintoampli e lo smista sui due diffusori, che ad essa sono collegati via cavo. In ogni caso, una cosa va sempre tenuta in considerazione: anche se wireless, i diffusori posteriori devono essere collegati a una sorgente di alimentazione, per cui devono essere posizionati vicino a una presa di corrente.

Questa fu la prima manifestazione di home theater wireless, e non sorprende il notevole successo che queste soluzioni ebbero all’epoca, al punto da estendere nel corso degli anni le possibilità di collegamento wireless tra i componenti di un cinema in casa. In sede di acquisto, comunque, occorre prestare molta attenzione a una cosa: buona parte dei modelli in commercio viene presentata come wireless, ma in realtà i diffusori vengono ancora collegati via cavo. Tutto questo perché il termine stesso ‘wireless’ si presta a diversi significati, e vengono definiti così anche i sistemi che – pur essendo ‘tradizionali’ in tutto e per tutto – permettono l’integrazione nella rete Wi-Fi di casa o la riproduzione dei brani audio dallo smartphone via bluetooth.

Wireless in casa, tra soundbar e Internet of Things

Arrivando a oggi, il wireless è ovunque: le reti senza fili sono infatti uno dei trend tecnologici più importanti e radicati dello scorso decennio. Anche in casa: complice l’Internet of Things e i suoi sensori, oggi è normale avere videocamere di sorveglianza, termostati smart e molto altro sparsi per gli ambienti di casa. Che dire, dunque, della sana passione per l’Home Theater? Anche lei ha abbracciato la moda del ‘total wireless’?

La risposta è: “quasi”. In realtà, gli impianti home theater tradizionali resistono eccome, così come la classica modalità di collegamento via cavo. Dove il wireless ha conquistato (molto) terreno è in due ambiti: nel multiroom, che in qualche modo c’entra con l’home theater wireless, e nelle soundbar. Quest’ultimo è però un caso un po’ particolare: di solito, infatti, la soundbar si collega al TV tramite HDMI, ma se il TV viene installato a parete, alcuni ritengono ben poco piacevole l’installazione di canaline di collegamento. A patto di non voler realizzare una sottile controparete, che ai nostri fini risolverebbe tutto, l’opzione di collegamento senza fili tra la soundbar e il TV è vincente. Affinché ciò funzioni è chiaramente richiesta piena compatibilità di entrambi con la soluzione wireless.

Ma dove la moda del wireless ha conquistato il mondo è in ambito multiroom: tanti diffusori, uno o più per stanza, che vanno a formare un unico mega-impianto domestico e che sono gestibili a distanza tramite un’app. Come si concilia questo con l’home theater? Semplice: come spiegato nel nostro approfondimento, i diffusori multiroom – se soddisfano determinati requisiti come la compatibilità con MusicCast Surround – possono essere usati come canali posteriori di un impianto Home Theater, che di conseguenza sfrutta tutti i vantaggi della trasmissione senza fili.

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