Musica in streaming in tutta la casa: i segreti del multiroom audio

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Scopriamo com’è facile diffondere musica in streaming in tutta la casa grazie ai dispositivi e alle tecnologie di multiroom audio: da bluetooth a MusicCast, oggi non è più necessario far passare un solo cavo per avere musica ovunque, dal soggiorno al terrazzo.

Chi non vorrebbe vivere circondato dalla sua musica preferita? Che sia un semplice sottofondo o un ascolto attento, la musica ha effetti benefici sull’umore, aiuta la concentrazione, ci rende attivi e pronti ad affrontare ogni sfida. E oggi, con le tecnologie di multi room audio, possiamo diffonderla in tutta la casa in modo semplice e immediato: senza cavi in giro per le stanze, senza bisogno di fare lavori strutturali o spendere cifre importanti. Quello che conta davvero è la passione per la musica, il resto viene di conseguenza.

Ma quali sono i benefici e perché il multi room audio è rivoluzionario? Per rendersene conto basta chiudere gli occhi e tornare indietro di una quindicina d’anni: in casa c’era l’impianto principale in salotto, un lettore CD con amplificatore e casse in una stanza, una radio/CD in cucina e via dicendo. Cioè, la nostra vita era già ricca di musica, ma tutti questi dispositivi erano indipendenti: volendo ascoltare la stessa canzone in sala e poi in camera da letto avremmo dovuto togliere il CD da una parte e portarlo dall’altra.

Nel 2019 la fantascienza sembrerebbe aver preso il sopravvento. Oggi prendo lo smartphone, avvio l’app, scelgo una canzone di Spotify e la riproduco sull’impianto del salotto dove mi sono fermato per leggere le notizie. Se poi decido di spostarmi in altre stanze la musica mi segue: entro in bagno per una doccia e la ascolto tramite un piccolo diffusore sulla mensola, poi vado in camera da letto per riposare e lì decido di ascoltare una playlist rilassante perché in camera da letto c’è un piccolo impianto stereo collegato a tutto il resto.

Potremmo andare avanti all’infinito, ma la rivoluzione è concettuale: in passato i dispositivi musicali domestici erano tante isole indipendenti, oggi – a patto di legarli con le giuste tecnologie – diventano tasselli di un unico grande impianto musicale. Che può suonare all’unisono, riprodurre canzoni diverse nei vari ambienti, oppure trasmettere audio da una parte all’altra a seconda delle esigenze. E per gestirlo bastano uno smartphone e un’app. Tutto qui.

I segreti sono semplicità, modularità e assenza di cavi

Il successo delle soluzioni di multiroom audio dipende da due fattori: le possibilità che offre (vedi sopra) e la semplicità di installazione, collegamento e gestione dei componenti. Perché tutti vorrebbero immergersi nella musica, ma se poi per realizzare un impianto multi room c’è bisogno di ristrutturare casa, il 99% delle persone desiste e si tiene il suo impianto del 1990.

Fortunatamente non c’è bisogno di lavori strutturali e neppure di far passare cavi: le tecnologie di connettività senza fili, nella fattispecie Bluetooth e Wi-fi, permettono a dispositivi multiroom come diffusori portatili, soundbar, sintoamplificatori, sistemi compatti e via dicendo, di dialogare senza che ci sia una connessione fisica tra di loro o con la sorgente musicale, che spesso e volentieri è lo smartphone ma – in sistemi come

MusicCast di Yamaha – può essere anche il CD o il vinile.

Altro aspetto fondamentale è la modularità. Che detto così fa paura, ma in realtà è un concetto semplice: l’impianto multiroom di casa può essere costruito poco per volta, aggiungendo componenti a seconda delle esigenze e dei budget. Si può iniziare con un piccolo speaker wireless da mettere in soggiorno, che magari all’inizio verrà collegato in bluetooth allo smartphone, per poi aggiungere una soundbar in salotto e iniziare a sfruttare i benefici della distribuzione sonora su più ambienti. A patto che i prodotti siano compatibili tra di loro – come tutti gli Yamaha con tecnologia MusicCast -, con l’app è possibile creare ambienti separati e riprodurre canzoni diverse in ognuno, oppure ascoltare la stessa canzone in tutta la casa quando si vuole il massimo coinvolgimento. Infine, ci potrebbe venir voglia di home theater: a quel punto potremmo cercare un sintoampli compatibile con il resto dell’impianto, usare degli speaker frontali e aggiungervi due canali wireless posteriori. E poi invitare gli amici.

Multiroom passo dopo passo, da Bluetooth ad AirPlay

Diciamocelo senza giri di parole: leggere che un lettore CD del 2019 è compatibile con Spotify, Qobuz, Deezer, MusicCast, Bluetooth, Wi-Fi, DLNA, AirPlay e affini sarà anche una manna per l’appassionato tecnofilo, ma chi vive con la musica un rapporto semplice e diretto rischia la classica emicrania.

Per evitarla senza l’uso di farmaci sono utili alcune considerazioni, che tra l’altro risultano comode per chiunque si avvicini al mondo del multi room audio. Anche perché in questa espressione è racchiuso un po’ di tutto: dal sistema con solo due diffusori wireless in altrettante stanze a complessi impianti su più piani in cui i diffusori sono decine e si sommano a sistemi hi-fi e home theater completi.

Forse è un po’ poco per definirlo ‘multi room’, ma l’esempio più classico del nuovo modo di concepire la musica in casa è il diffusore wireless controllato da uno smartphone. Essendo una relazione uno-a-uno, di solito in questi casi si usa il bluetooth: si abilita da entrambe le parti, si effettua una rapida procedura di ‘pairing’ e il gioco è fatto; d’ora in poi quello che si riproduce sullo smartphone, sia un file audio locale o una playlist di un servizio di streaming (Spotify, Qobuz, Deezer…), suona sul diffusore wireless, posto che la distanza tra di loro non sia eccessiva.

Nonostante il Bluetooth possa essere impiegato anche per fattispecie più complesse, i veri impianti multiroom preferiscono la connessione Wi-Fi. I motivi sono intuibili: il Wi-Fi permette una portata molto più ampia, è usato da tutte le reti domestiche e permette la gestione di un’infinità di dispositivi contemporaneamente. Non per niente la tecnologia di distribuzione musicale proprietaria di Apple, AirPlay, sfrutta fin dagli albori la rete Wi-

Fi per diffondere musica tra i dispositivi compatibili, che vanno dai MacBook alla Apple TV fino a diversi dispositivi di terze parti tra cui gli Yamaha MusicCast. Nonostante da qualche anno AirPlay permetta una connessione diretta tra due o più dispositivi senza una rete Wi-Fi, quest’ultima resta la prima scelta per chi vuole realizzare un vero impianto per lo streaming in tutta la casa. Non per niente, appunto, tutti i componenti audio pensati per la distribuzione multiroom, dai lettori CD ai diffusori wireless, supportano anche il Wi-Fi.

Come installare e gestire un impianto multiroom

Andiamo ora sul pratico: per realizzare un impianto multi room di qualità che devo fare? Posto che ci vuole una rete Wi-Fi in casa, l’ipotesi migliore è rivolgersi a componenti tra di loro compatibili e integrabili in un sistema a più ambienti.

Esempio classico: MusicCast di Yamaha. Con questo termine non si identifica un prodotto specifico ma una linea di componenti, anche molto diversi tra loro ma con un punto di contatto: la capacità di dialogare tra di loro all’interno della rete Wi-Fi di casa. Troviamo così lettori CD, amplificatori hi-fi, sintoamplificatori home theater, diffusori wireless, soundbar, addirittura un giradischi wireless, tutti MusicCast e accomunati dalla capacità di interagire quando connessi alla rete di casa.

 

Finché ce n’è uno solo non si può fare molto, ma da due inizia la magia. Direttore d’orchestra è lo smartphone, o meglio l’app dello smartphone, che non solo riconosce da sola i dispositivi presenti in rete (quindi problemi di installazione, zero), ma anche tutte le combinazioni possibili di distribuzione musicale. Esempi: l’app MusicCast Controller ci permette di usare Spotify come sorgente e di riprodurre le canzoni prima in cucina, poi in soggiorno (dove ci sono due speaker wireless), ma possiamo anche decidere che la sorgente sia il lettore CD e l’impianto d’ascolto quello della camera da letto. Che dire, infine, di quando vogliamo far suonare un vinile sull’impianto principale ma a un certo punto siamo interrotti e ci tocca lavorare mezzora in studio? Possiamo interrompere e riprendere più tardi, certo, ma possiamo anche aprire l’app e dirle di far suonare il vinile sul diffusore wireless che abbiamo sulla mensola a un paio di metri dal PC. Tutto questo con due tocchi dello schermo, non di più.

Ecco perché il multiroom audio è senza dubbio uno dei trend più interessanti degli ultimi anni: fonde versatilità e semplicità d’uso senza intaccare la qualità sonora. Ma soprattutto permette a tutti di godere della propria passione musicale senza essere costretti a uno specifico ambiente e impianto: una comodità senza precedenti, per vivere la propria passione senza confini.

 

Chi sono – Emanuele Villa Giornalista a tempo pieno, mi occupo di tecnologia & entertainment da vent’anni e ho collaborato con diverse testate, magazine online e quotidiani. Musica – rigorosamente rock – e una chitarra elettrica sono la colonna sonora del mio tempo libero.

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