Per un acquisto etico e sereno, oltre che a basso impatto ambientale

strumenti a fiato
Yamaha per un acquisto etico - Yamaha Music Club

È normale, o dovrebbe esserlo, chiedersi ogni giorno cosa ci sia nel cibo che mangiamo, o nei prodotti che usiamo nel nostro quotidiano. La tossicità e l’etica dei giocattoli, dei cosmetici, dei prodotti chimici sono argomenti affrontati in continuazione. Ma c’è qualcosa che dobbiamo sapere anche riguardo ai materiali utilizzati per la costruzione degli strumenti musicali. E da più di un punto di vista.

Sappiamo già delle politiche ambientali messe in atto da Yamaha nell’approvvigionamento del legno e delle materie prime, nell’impegno a riciclare e riutilizzare sia l’acqua impiegata nei processi produttivi che le materie prime, nel progettare, senza sprechi di materiale, strumenti che garantiscano una durata decennale e che abbiano un basso consumo energetico. Recentemente abbiamo anche visto l’impegno di Yamaha nella riduzione di emissioni chimiche. Ma non sapete il sollievo che ho provato nello scoprire che il flauto traverso Yamaha, che mia nipote poggia alle labbra tutti i giorni, è completamente atossico. Perché sinceramente, quando gliel’ho comprato, non mi ero assolutamente posta il problema. Se acquistate uno strumento Yamaha, o un accessorio, come uno sgabello, un paio di cuffie stereo, una custodia, sappiate che potete metterli in mano a vostro figlio senza timore. Sono completamente atossici. E quando si tratta di strumenti elettronici, sappiate che la sicurezza, sia elettrica, che elettromagnetica, è costantemente monitorata e testata ed è ben superiore ai livelli fissati dalle leggi che, in tutto il mondo, si fanno sempre più stringenti.

Le saldature degli strumenti a fiato non vengono più realizzate con il piombo e i metalli utilizzati sono oggetto di studi continui. I flauti dolci, molto diffusi nella didattica di base, nelle bande e nelle scuole, vengono costruiti con resine a base vegetale, o con biomasse derivate, ponendo fine all’uso di materiali combustibili di origine fossile; inoltre vengono assemblati senza l’uso di solventi nocivi.

Yamaha non acquista nessun “minerale di conflitto”, ovvero quelle risorse minerarie, quali oro, stagno, tungsteno, tantalio e altri, la cui estrazione sia soggetta a conflitti o a gruppi armati che violino i diritti umani, o che sfruttino il lavoro minorile. Le materie prime, in generale, vengono acquistate solo da produttori che si stiano loro stessi impegnando in prima linea nella salvaguardia dell’ambiente. Tutti i dipendenti Yamaha che si occupano di approvvigionamento di materie prime, sono formati e tenuti ad attenersi alle strette linee guida fornite dagli Standard di Green Procurement fissati da Yamaha.

Chi Sono – Marta Caldara Concertista, formatrice, dimostratrice. Qualsiasi attività preveda l’utilizzo di un pianoforte mi trova sempre coinvolta in prima linea! Adoro l’atmosfera del live e centinaia sono i progetti di questo tipo che mi vedono impegnata. In questo blog vi terrò aggiornati sui progetti e sulle ultime novità dal mondo Yamaha.

 

 

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